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Muro a lato dell'entrata delle Poste centrali di Milano

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16/07/2007 - Costi della politica: innovazione e trasparenza

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Il disegno di legge "costi della politica" approvato venerdì 13 luglio dal consiglio dei ministri contiene una serie di misure messe a punto dal dipartimento per l'innovazione . "L'uso intelligente delle tecnologie digitali è la chiave di volta per la razionalizzazione della spesa pubblica e per consentire ai cittadini un maggiore controllo sui costi della politica" dice Beatrice Magnolfi, sottosegretario alle Riforme e Innovazione della P.A. In particolare, il sottosegretario sottolinea l'importanza di alcune norme innovative, come quella che impone di rendere pubblici sui siti web degli enti e società i bilanci, i nomi e gli stipendi di amministratori e dirigenti, i bandi di gara, le graduatorie dei concorsi fino all'esaurimento delle stesse, i criteri per l'assegnazione di contributi e benefici e l'elenco dei beneficiari, l'elenco delle consulenze e degli incarichi. "Chi non rende pubblici i dati delle consulenze, non potrà dare corso ai contratti, è l'unico modo per far rispettare una norma che finora pochissimi hanno applicato.

Il "decalogo della trasparenza" sarà anche l'occasione per ripensare alla funzione dei siti web: solo nella PA centrale hanno già superato quota 1000 (ne sono stati censiti dal CNIPA 1025 nel 2006), costano circa 120.000 euro all'anno di gestione e non possono essere solo una vetrina."Inoltre, Magnolfi ha sollecitato l'uso della Posta elettronica certificata e l'adozione della piattaforma Voip (VoiceoverIP) per la telefonia nella pubblica amministrazione.

Il documento digitale (PEC) ha la stessa validità di quello cartaceo, eppure ogni anno escono dai ministeri circa 100 milioni di lettere cartacee protocollate e inviate alla pubblica amministrazione, tramite poste italiane o addirittura consegnati "a mano". "Le scrivanie sono piene di computer, ma l'organizzazione prevede ancora alcune figure anacronistiche come i motociclisti e i camminatori. Calcolando solo i francobolli, il risparmi indotto dalla PEC potrebbe superare i 100 milioni di euro", ricorda Magnolfi . "Quanto alla telefonia su internet (Voip), è dimostrato che rappresenterebbe un risparmio di almeno il 30% sulle spese telefoniche e l'infrastruttura SPC –Sistema Pubblico di connettività è ormai in grado di connettere tutti gli uffici pubblici in velocità e sicurezza."Per questo il testo del governo prevede che, a partire dal gennaio 2008, il Cnipa effettui controlli, anche a campione, sulle amministrazioni: chi non utilizza la posta elettronica certificata e non adotta la tecnologica Voip alla scadenza dei contratti in vigore, si vedrà decurtare del 30% automaticamente le risorse per le spese postali e telefoniche. L'amministrazione digitale è meno costosa, più trasparente e misurabile, più in linea con i principi di etica pubblica.



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