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19/11/2009 - Portavoce Brunetta: "Il Riformista si scusa col Ministro, in un trafiletto e con un mese di ritardo, per un articolo in prima pagina completamente inventato. Amici come prima? No"

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Questa mattina, sfogliando il Riformista, ci siamo accorti casualmente di un trafiletto a pagina 16 ("Brunetta e l’Alitalia") nel quale si porgono le scuse al Ministro Brunetta per un articolo non firmato ("Brunetta, il bagaglio e lo stewart") che lo stesso quotidiano ha pubblicato con grandissima evidenza, in prima pagina, lo scorso 20 ottobre. Ne riproduciamo una parte:

«La tratta Roma-Venezia è solitamente affollata e nel fine settimana può capitare che sia utilizzata da un ministro per tornare a casa. Il ministro in questione è Renato Brunetta. Capello scomposto e verve inclusa nel pacchetto. Fa la fila, sale sull’aereo, bagaglio a mano. "Mi aiuta a metterlo su?" chiede con gentilezza a uno Stewart. La gente si accalca per salire. "Piano con le pretese", bofonchia l’assistente di volo in modo sgarbato. E continua, visibilmente scocciato: "Mica c’è scritto sul contratto che dobbiamo sistemare la roba in cappelleria". A quel punto Brunetta esplode: "Ma quale pretesa e pretesa. Ma non vede che non ci arrivo?". Insomma, abbiamo notato tutti che il ministro Brunetta è basso. Di più, è più basso della norma. E le cappelliere sono in alto. Logica vorrebbe che gli Stewart gli sistemino dunque il bagaglio senza fare storie». 

L’episodio raccontato è completamente inventato e appartiene al più becero filone “fantasy” del giornalismo nostrano. Per rendersene conto, al Riformista sarebbe stato sufficiente rivolgersi alla direzione Alitalia - come abbiamo invece subito fatto - per ricevere la relazione di Irene Masiero, responsabile dell’equipaggio del volo Roma-Venezia delle 13.20 del 16 ottobre. «Il Ministro Brunetta - vi si legge - non ha subìto alcun tipo di disservizio da parte di alcun membro del mio equipaggio. Il Ministro sedeva al posto 1A e si è imbarcato insieme a tutti i passeggeri, entrando però per ultimo. Ha occupato il suo posto, appoggiando la sua borsa a cartella accanto ai piedi. A questo punto, considerando che il volo era completo e le cappelliere inagibili, e che il bagaglio del Ministro non era di ingombro rilevante, gli ho comunque chiesto se voleva che glielo sistemassi in una cappelliera che non sarebbe comunque stata in prossimità del suo posto. La risposta del Ministro è stata che a lui andava bene tenerla accanto a sé, sempre che non fosse un problema per noi. E, visto che era comunque dal lato interno della cabina, quindi non mi andava a creare ostacolo ai fini di un eventuale evacuazione, non ho ritenuto necessario lo spostamento del bagaglio in questione. Dopodiché il Ministro ha riposato per tutto il volo, ed è sceso dall’aereo salutando e ringraziando l’equipaggio». 

Un mese dopo aver pubblicato in prima pagina - senza alcuna verifica e in malafede - una notizia completamente falsa, il Riformista porge le scuse al Ministro Brunetta con un trafiletto a pagina 16 siglato A.P. (supponiamo si tratti del direttore Antonio Polito), che si chiude con un «Amici come prima, speriamo». Speranza mal risposta: nessuna amicizia, caro Polito. Il suo comportamento professionale - scorretto e unfair - sicuramente non sarebbe stato ammesso nella “sua” tanto amata stampa britannica.



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