La metà dei 5.078 casi di abuso d'ufficio registrati dal 1 gennaio 2004 al 30 giugno 2009 si è verificata in Sicilia (878), Campania (816), Calabria (694) e Puglia (540). La notizia è contenuta nel Rapporto annuale al Parlamento del SAeT (il Servizio Anticorruzione e Trasparenza del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione) illustrato alla stampa dal ministro Renato Brunetta. Dopo queste quattro regioni troviamo il Lazio (460 casi) mentre in coda alla classifica si collocano l'Umbria (82), la Liguria (81), il Friuli Venezia Giulia (79), il Trentino Alto Adige (47) e la Valle d'Aosta (6).
Dalla "mappatura della corruzione" emerge che - dopo la truffa aggravata tesa a percepire indebitamente finanziamenti pubblici - questo tipo di reato è il più frequente: quasi il 28% di tutti i 20.511 reati contro la Pubblica Amministrazione.
Per questi 5.708 casi sono state denunciate in Italia 6.885 persone (2.246 donne e 14.639 maschi). In cima a questa hit parade negativa si trova la Calabria con 2.915 persone segnalate (305 donne e 2.610 maschi), seguita dalla Sicilia con 2.694 (405 donne e 2.289 maschi) e dalla Campania con 2.670 (268 donne e 2.402 maschi). Alla Sicilia va il primato per le donne denunciate (405) dal 2004 ad 30 giugno 2009, mentre all'Umbria va quello della percentuale più elevata di donne denunciate sul totale dei segnalati (93 su 399 persone denunciate, il 23%).
Il picco annuale è stato registrato in Campania con 210 casi nel 2008, mentre nel primo semestre 2009 si registra una flessione dei casi accertati (475 reati a fronte dei 1.134 casi del 2008) e delle persone denunciate (1.495 soggetti a fronte dei 3.501 segnalati all'Autorità Giudiziaria del 2008).